Il Manifesto della comunicazione non ostile

Comunicazione

Navigando nel Web capita spesso di incontrare persone con un atteggiamento aggressivo e la tendenza al commento negativo o agli insulti troppo facili. Lo abbiamo spiegato nel nostro articolo sul Cyberbullismo.

La rete sembra separarci dal mondo reale, ma è solo una nostra impressione: la rete è una estensione del mondo reale. Lo abbiamo spiegato ai ragazzi delle scuole medie e dei licei nel corso del progetto Educazione Web e nel farlo abbiamo parlato anche di netiquette e delle regole per una buona comunicazione.  Ci siamo avvalsi anche del Manifesto di Parole O_stili per spiegarlo meglio.

Parole O_Stili è un progetto collettivo di sensibilizzazione sull’utilizzo delle parole, in particolare in rete, nato per far riflettere sulla non neutralità delle parole e sull’importanza di sceglierle con cura.

Il Manifesto della comunicazione non ostile, che ha l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

Non si tratta di regole, ma consigli, atteggiamenti perfettamente condivisibili e che ciascuno di noi dovrebbe far propri.
Eccoli tutti e dieci:

  1. Virtuale è reale – Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

  2. Si è ciò che si comunica – Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

  3. Le parole danno forma al pensiero – Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

  4. Prima di parlare bisogna ascoltare – Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

  5. Le parole sono un ponte – Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

  6. Le parole hanno conseguenze – So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

  7. Condividere è una responsabilità – Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

  8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare – Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

  9. Gli insulti non sono argomenti – Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

  10. Anche il silenzio comunica – Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

Sito ufficiale di Parole O_stili

PDF del Manifesto della Comunicazione non ostile


Questo articolo è parte del progetto con le scuole secondarie di primo e secondo grado: vogliamo sensibilizzare ragazze e ragazzi a temi come fake news, privacy e cyberbullismo, ma anche far scoprire loro le meraviglie della condivisione di conoscenza su Internet, mostrando tutorial, canali divulgativi e facendoli poi cimentare in una prova pratica.

Ai ragazzi abbiamo insegnato a usare il QR Code, che li rinvierà alla pagina dedicata al progetto con il materiale didattico e i link utili.

Il Cyberbullismo, dalla A alla Z

Cyberbullismo

a cura di Giordana De Petris, Dottoressa in Scienze psicologiche applicate

Quello che noi chiamiamo Cyberbullismo è, in altri termini, la manifestazione sul web di un fenomeno noto come Bullismo.

In genere il fenomeno del bullismo si fonda sull’aggressività, la quale si manifesta attraverso una forma di prepotenza intenzionale, esercitata dall’aggressore, che va a creare un’asimmetria di potere, eseguita nel tempo, provocando alla vittima elevate sofferenze. Tuttavia, se nel bullismo convenzionale l’asimmetria di potere che viene esercitata dal bullo nei confronti della vittima è di tipo fisico o sociale, in questa nuova forma di aggressività il potere viene imposto attraverso l’abilità e le competenze acquisite nelle nuove tecnologie.

Con il termine cyberbullismo si intende: «volontari e ripetuti danni inflitti attraverso l’uso del computer e di altri dispositivi elettronici». Questa definizione è molto semplice ma nello stesso tempo, contiene degli elementi chiave riguardanti questo problema, tali da renderla molto valida. Per comprendere adeguatamente la definizione appena presentata è importante soffermarsi su alcuni elementi chiave espressi nella definizione stessa:

  • volontario: il comportamento deve essere deliberato, non accidentale;
  • ripetuto: questo tipo di bullismo, rispecchia un modello di comportamento che non è incidentalmente isolato;
  • danno: la vittima deve percepire che il danno è stato inflitto;
  • dispositivi elettronici: computer, cellulari, giochi; questo è ciò che differenzia il cyberbullismo dal bullismo tradizionale (Hinduja – Patchin, 2009, 5).

Volendo fare una rapida differenziazione tra i due tipi di bullismo possiamo avvalerci di questa tabella riassuntiva (potete trovarla online cercando: “differenza tra bullismo e cyberbullismo”)

BullismoCyberbullismo
Sono coinvolti solo gli studenti della classe e/o dell’Istituto;Possono essere coinvolti ragazzi ed adulti di tutto il mondo;
generalmente solo chi ha un carattere forte, capace di imporre il proprio potere, può diventare un bullo;chiunque, anche chi è vittima nella vita reale, può diventare cyberbullo;
i bulli sono studenti, compagni di classe o di Istituto, conosciuti dalla vittima;i cyberbulli possono essere anonimi e sollecitare la partecipazione di altri “amici” anonimi, in modo che la persona non sappia con chi sta interagendo;
le azioni di bullismo vengono raccontate ad altri studenti della scuola in cui sono avvenute, sono circoscritte ad un determinato ambiente;il materiale utilizzato per azioni di cyberbullismo può essere diffuso in tutto il mondo;
le azioni di bullismo avvengono durante l’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola, scuola-casa;le comunicazioni aggressive possono avvenire 24 ore su 24;
le dinamiche scolastiche o del gruppo classe limitano le azioni aggressive;i cyberbulli hanno ampia libertà nel poter fare online ciò che non potrebbero fare nella vita reale;
bisogno del bullo di dominare nelle relazioni interpersonali attraverso il contatto diretto con la vittima;percezione di invisibilità da parte del cyberbullo attraverso azioni che si celano dietro la tecnologia;
reazioni evidenti da parte della vittima e visibili nell’atto dell’azione di bullismo;assenza di reazioni visibili da parte della vittima che non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni;
tendenza a sottrarsi da responsabilità portando su un piano scherzoso le azioni di violenza.sdoppiamento della personalità: le conseguenze delle proprie azioni vengono attribuite al “profilo utente” creato.

I comportamenti tipici che vengono messi in atto dal Cyberbullo sono:

  • FLAMING: invio on line di messaggi violenti e volgari
  • Molestia: spedizione ripetuta di messaggi di insulto
  • Denigrazione: divulgazione di pettegolezzi e voci per rovinare la reputazione del soggetto
  • Rivelazione: pubblicazione di informazioni o immagini imbarazzanti
  • Cyberpersecuzione: molestie e minacce ripetute per incutere timore o paura
  • Happy slapping: filmare la vittima quando viene bullizzata
  • Fingersi un altro – Impersonation: il bullo riesce ad accedere alla password della vittima, invia messaggi ad altre persone o pubblica dati, “spacciandosi” per quella persona, al fine di cambiare o distruggere l’immagine della stessa
  • Escludere (“bannare”) – Exclusion: cancellare/estromettere da una chat, gruppo on line di gioco, lista di amici, una persona.

E’ importantissimo contrastare il bullismo, perché fa male a chi lo subisce (le vittime si sentono sole, umiliate, indifese. Soprattutto se sono adolescenti, si vergognano a chiedere aiuto), perché fa male a chi lo compie (si illudono di risolvere con la prepotenza tutti i problemi che incontrano e non si mostrano agli altri come sono realmente, con capacità e debolezze. Scambiano la paura suscitata nelle vittime per rispetto ed approvazione) e perché fa male a chi assiste senza far niente (alcuni diventano amici del prepotente per non avere problemi, altri hanno paura di essere presi di mira in futuro).

Subire il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo. Non soffrire in silenzio.



Questo articolo è parte del progetto con le scuole secondarie di primo e secondo grado: vogliamo sensibilizzare ragazze e ragazzi a temi come fake news, privacy e cyberbullismo, ma anche far scoprire loro le meraviglie della condivisione di conoscenza su Internet, mostrando tutorial, canali divulgativi e facendoli poi cimentare in una prova pratica.

Ai ragazzi abbiamo insegnato a usare il QR Code, che li rinvierà alla pagina dedicata al progetto con il materiale didattico e i link utili.

IL WEB A SCUOLA

Come usare tecnologia e Internet in modo sicuro per imparare e crescere

Quando nascono i computer? Come nasce Internet? E il World Wide Web? Quanti Megabyte ci sono in un Gigabyte?

Ogni giorno usiamo la tecnologia per fare cose incredibili, come parlare con persone dall’altra parte del mondo o spostare file enormi da un computer all’altro, ma spesso non sappiamo come ci riusciamo!

Saperne di più sulla storia ci aiuta anche a capire perché certe cose sono state inventate, e come possono evolversi in futuro, a patto però che capiamo bene come si usano.

Come devo comportarmi su internet?

Non c’è una precisa regola scritta, ma è importante usare il buon senso, o meglio in questo caso la netiquette: il galateo di internet.

Sebbene però non abbiamo un vero e proprio Codice dell’internauta, dobbiamo ricordare che le leggi nel tempo si sono evolute e sono ugualmente valide anche sulla rete. Il primo “strumento” fondamentale per avere un buon comportamento su internet è il linguaggio: corretto, adeguato e con tutti quei piccoli accorgimenti che aiutano ad essere un buon internauta e a riconoscere ciò che si ha davanti.

A volte Internet sembra pericoloso, per questo bisogna sapere bene come muoversi.

Però una volta capito cosa evitare, quello che rimane è uno splendido luogo di condivisione: su Internet il sapere è messo in comune, e possiamo utilizzarlo nelle nostre ricerche, nel nostro lavoro o nel nostro tempo libero.

Su Internet possiamo seguire corsi di tutto, dall’arte alla tecnologia, dalla filosofia alla scienza.  Possiamo imparare dai tutorial come costruire oggetti, aggiustare cose o suonare uno strumento musicale.

Possiamo leggere classici della letteratura gratuitamente, possiamo fare ricerche sicure tramite servizi ed enciclopedie affidabili e allargare i nostri orizzonti culturali.

Con tutte queste cose che ci aspettano, non ci resta che iniziare ad imparare!


Questo articolo è parte del progetto con le scuole secondarie di primo e secondo grado: vogliamo sensibilizzare ragazze e ragazzi a temi come fake news, privacy e cyberbullismo, ma anche far scoprire loro le meraviglie della condivisione di conoscenza su Internet, mostrando tutorial, canali divulgativi e facendoli poi cimentare in una prova pratica.

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