Matrimonio: guida a Partecipazioni e Inviti

REC Blog - Martrimonio Guida a Partecipazioni e Inviti

Se state pensando alle Partecipazioni e agli Inviti, significa che siamo quasi a metà dell’opera: il luogo della cerimonia è stato scelto e prenotato, la location per i festeggiamenti anche, il tema è definito, una lista di invitati è stata stilata… e ora?

Beh, invitiamoli! Arriviamo così alla scelta delle partecipazioni e degli inviti,
ma attenzione miei cari, non sono sinomini.

Partecipazione vs Invito

“Le partecipazioni, partecipano. Gli inviti, invitano.”

Ricordo di aver letto, diverso tempo fa, questa frase su un blog (ma non ricordo l’autore/autrice, mea culpa! Se mi stai leggendo, palesati affinchè io possa ringraziarti pubblicamente) e di averla fatta immediatamente mia. La uso per rendere immediatamente comprensibile la differenza tra i due famigerati cartoncini.

Con la partecipazione si annunciano le nozze a parenti ed amici vicini e lontani i quali, se lo vorranno, potranno assistere alla cerimonia ma non saranno invitati al banchetto.

Con l’invito (il cartoncino che generalmente è più piccolo rispetto alla partecipazione) si invita -appunto- il ricevente ai festeggiamenti.

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MATRIMONIO: 7 COSE DA AVERE NELLA POCHETTE

In un post del blog Colori in Bianco & Nero si parla della borsa giusta per eventi e cerimonie e la prima regola in assoluto è la dimensione: deve essere piccola. Lo spazio così è però molto limitato ed è difficile portare tutto ciò che crediamo ci serva.
Questa guida non è valida solo per i matrimoni! Può valere per comunioni, battesimi, feste importanti, ma con la nostra Wedding Planner Giordana de Petris ormai ci siamo specalizzati!
Ecco quindi cosa effettivamente può servirvi in questi eventi e cosa invece potete evitare:

La prima cosa che potrebbe venire in mente ad una donna sono i cerotti per le scarpe. Tante ore su dei tacchi alti o peggio ancora con delle scarpe nuove e mai messe, rischiano di provocare delle brutte ferite e la fine dei “giochi”. I cerotti normali però possono non resistere abbastanza a lungo, è meglio quindi procurarsi rimedi specifici come dei Compeed. Ricordate comunque che molto probabilmente andrete in un luogo pubblico, un locale, e per qualsiasi evenienza avranno loro il kit di pronto soccorso, il nostro per una volta, possiamo lasciarlo a casa.

I fazzoletti: ne bastano al massimo 3, per asciugare qualche lacrima e per qualunque evenienza. Se foste raffreddate non vi salverebbe neanche un intero pacchetto, quindi, se non possiamo lasciare la scorta in macchina o al nostro accompagnatore, conserviamo lo spazio della pochette e ricorriamo al bagno.

Il telefono è immancabile, i social reclameranno notizie e foto in tempo reale!

Le chiavi solitamente vengono in mente alla fine, quando non entra più niente: togliamo per una sera tutti i portachiavi e portiamo le essenziali.

Un documento d’identità è sempre meglio averlo con sé…e non crea altri problemi di spazio!

Soldi non dovrebbero servirne, ma per sicurezza possiamo portare con noi una carta prepagata o il bancomat, e qualche moneta per il caffè di “emergenza”!

Il trucco dovrà essere impeccabile e riuscire a rimanere intatto durante la serata, l’unica cosa che ci concede la nostra piccola clutch è il rossetto che abbiamo scelto per l’occasione, che molto probabilmente sarà l’unico scusato per aver bisogno di un piccolo ritocco.

Che ne pensate di questa piccola guida per matrimoni & co?

A cura di Giulia D’Eusanio – Project Manager

Fondatrice di REC e vulcano creativo di idee, nata e cresciuta sulle tavole del palcoscenico e giurista per testardaggine, ha tre agende (rigorosamente non digitali) sempre sincronizzate. Lei è quella sempre organizzata!

A cura di Giordana de Petris – Wedding Planner

Giordana è il guru dell’allestimento per tutti gli eventi di REC – Rete Eventi & Cultura! Come faremmo senza il suo gusto raffinatissimo?

L’ABITO PERFETTO…PER LUI!

Anche la scelta dell’abito perfetto per il futuro sposo è un capitolo importante a cui dedicare estrema attenzione. Così come la sposa, anche lo sposo dovrà effettuare la propria scelta tenendo bene a mente lo stile del matrimonio.

Le regole imposte dal galateo su questo argomento sono ben precise. Il tono è formale e la cornice elegante? Allora la risposta è il Tight. Abito tradizionalmente da giorno e da indossare se la cerimonia viene celebrata entro le ore 18. D’obbligo se la futura sposa si presenta all’altare con un abito lungo e maestoso, con uno strascico di almeno un metro e mezzo. E’ importantissimo che ci sia un’armonia d’insieme tra gli sposi e sarà compito della sposa dare qualche dritta al fidanzato, visto che l’abito di lei rimarrà un segreto per lui.

Vediamo ora una breve carrellata dei principali modelli:

Tight

Il Tight è il classico abito da cerimonia indicato per le nozze solenni che siano celebrate prima delle ore 18.
E’ composto da una giacca di colore nero o grigio antracite che fascia ai fianchi, corta davanti e con due code lunghe che arrivano morbide fino al polpaccio; pantaloni in “cheviot” di lana grigia spinata e a righine (lievemente gessati) dal taglio dritto; bretelle in raso bianco senza risvolti e con piences; gilèt in raso monopetto o doppiopetto oppure in panno leggero, in ogni caso color grigio perla.
Camicia bianca in cotone con gemelli ai polsini che devono sporgere dalle maniche della giacca di almeno due centimetri; il collo della camicia rigido inamidato e a punte ripiegate e chiuso da una cravatta “Ascot” fermata da una spilla oppure segue il modello “Windsor” piuttosto alto di 3 centimetri circa, richiedendo però in tal caso la cravatta a “Plastron”, con l’accortezza che il bordo del colletto resti visibile. Le calze saranno di colore nero o grigio scuro in cotone o in filo di scozia purché rigorosamente lunghe, le scarpe nere di vitello opache, non troppo lucide per non creare “l’effetto manichino”.
A complemento dell’abito non si può dimenticare di apporre il classico fiore all’occhiello (da scegliere tra il garofano bianco, la gardenia, o la classica camelia) o in alternativa la più sobria pochette bianca; altrettanto indispensabili sono ancora i guanti in pelle scamosciate e il cilindro di colore grigio che tuttavia all’ingresso in chiesa verranno tolti o tenuti in mano.
Nel caso si scelga un abbigliamento formale e impegnativo occorre precisare che, si dovranno adeguare al medesimo stile.anche il padre i fratelli e i testimoni dello sposo nonché, il “garçon d’honneur” della sposa. Esiste anche un’opzione meno “formale” al tight, ovvero il mezzo tight con un taglio identico, ma a mezza coda. In questo caso si possono evitare i guanti ed il cilindro.

tight

Frac

Per quanto concerne la cerimonia pomeridiana o serale, l’abito ideale sarà il Frac (o marsina), caratterizzato dalle code a rondine.
Il frac deriva da un modello settecentesco e prevede: giacca blu scuro o nera, con coda, pantaloni con banda di raso, panciotto bianco in piquet, camicia con sparato inamidato e colletto diplomatico, il farfallino o papillon, anch’esso in piquet bianco (se nero si darebbe vita al famosissimo smoking).
Gli accessori consigliati per il frac sono:

  • gemelli di madreperla bianca o dorati;
  • scarpe in vernice nera (ideali le celebri “pump” con fiocco);
  • calze nere al ginocchio;
  • cappello a cilindro;
  • guanti bianchi;
  • bastone da passeggio, magari con un pomello prezioso;
  • fazzoletto da taschino (o pochette) possibilmente bianco e di seta, preferibilmente piegato a sbuffo o a tre punte.
  • sciarpa bianca, anch’essa in seta o, nei mesi più freddi, di cashmere o lana pettinata.
  • sempre nei mesi invernali, sarà opportuno munirsi di un soprabito o cappa, di lana, cashmere o seta, a pipistrello o ruota. Non è vietato il più classico cappotto modello chesterfield.

frac

Abito classico (completo tre pezzi)

Un abito classico ma con giacca rigorosamente monopetto, senza spacchi e con tasche a filetto ed in tessuto pettinato.

I colori consigliati sono il sempre elegantissimo blu, il classico nero o l’intramontabile grigio.

Il pantalone sarà senza rivolto, mentre la camicia avrà colletto morbido e sarà possibile abbinare una cravatta con un’impercettibile fantasia, con pochette nel taschino della giacca in lino bianco (sconsigliatissimo il coordinato tra pochette e cravatta!).

I “Revers” (i risvolti della giacca intorno al collo) sono uno degli elementi principali che caratterizzano la giacca. Una corretta scelta dell’abito dovrebbe tenere in grande considerazione questo elemento: Revers stretti si  adattano a figure longilinee, mentre baveri più corposi vanno preferiti per corporature robuste. La lunghezza dei revers nella giacca monopetto varia da 8.5 a 10.5 centimetri.

classico

Il Matrimonio in India

L’india è uno dei posti più saturi di contrasti che si trovino sul pianeta. In un luogo così vario, le possibilità tra cui scegliere per celebrare un matrimonio sono senza fine, e le usanze variano a seconda della religione di appartenenza, della regione e  della casta.

In india il matrimonio è considerato un sacramento, che garantisce non solo la continuità familiare con la progenie, ma anche il mezzo per ripagare il proprio debito  agli antenati.

I rituali di famiglia sono un elemento comune nelle cerimonie nuziali tra le famiglie indù, musulmane, Sikh in qualsiasi zona dell’India. Naturalmente a prevalere è la cultura Indù, nella quale il cerimoniale fu dettato quaranta secoli fa nelle antiche scritture dei Veda.

Il matrimonio Indù prevede diverse tappe da svolgere in più giorni che vanno poi a creare una cerimonia ricca di colori, emozioni e tradizioni.

Vediamole insieme:

Il giorno prima del matrimonio, i piedi e le mani della sposa vengono dipinti con l’henné, seguendo la tecnica chiamata “Mehendi”, alla presenza delle amiche e delle parenti. I disegni più elaborati, sono dedicati alla sposa e sembrano dei delicati merletti, che possono arrivare a ricoprire quasi tutto il corpo. Si tratta di una vera e propria cerimonia, una sorta di addio al nubilato allietato dai tradizionali canti benaugurali.

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Nel frattempo, un grande gazebo chiamato “Mandapa” viene montato e decorato di fiori nella zona dove verrà celebrato il matrimonio. Sotto questo gazebo verrà poi acceso il fuoco sacro che sarà testimone dei voti degli sposi.

Da qui comincia la lunga cerimonia, dove verrà rappresentato ogni singolo aspetto della futura vita matrimoniale degli sposi.

Lo sposo arriva in processione, spesso a cavallo, accompagnato dalla famiglia e dagli amici e viene accolto dalla famiglia della sposa. Questo è il Baarat.

A questo punto, il sacerdote Brahmano, invoca la benedizione del dio sugli sposi. La sposa offre allo sposo yoghurt e miele e ci si scambiano ghirlande di fiori.

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Il padre della sposa affida la figlia allo sposo dopo che questi assicura per 3 volte di assistere la ragazza nella realizzazione dei 3 sacri scopi matrimoniali: “Dharma”,  “Artha” e “Kama”.

Il sacerdote lega un lembo del sari della sposa alla camicia dello sposo (o alla sciarpa dello sposo) in un nodo.

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Gli sposi si prendono per mano e gettano offerte rituali, Samagree, nel fuoco sacro invocando benedizioni sulla loro unione.

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Dopodiché camminano per tre volte intorno al fuoco sacro recitando inni vedici per la prosperità, la fortuna e la fedeltà della coppia.  Si toccano a vicenda all’altezza del cuore e sulla testa, pregando per l’unione delle menti e dei loro cuori. Questo rito, che viene ripetuto per due volte, prende il nome di:  “Agni Parinaya”.

Al termine di ogni giro intorno al fuoco, lo sposo sale su di una pietra apposita (o una piccola pedana), recitando una preghiera per la fermezza della loro unione, e al termine della quale la sposa appoggia la punta del piede destro sulla stessa pietra.

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La parte centrale del rito è costituita dai sette passi, Saptapadi. Gli sposi compiono insieme 7 passi intorno al fuoco sacro o lungo un percorso segnato  da mucchietti di riso, fiori o altri simboli di prosperità sui quali procederà la sposa, ed ad ogni passo reciteranno invocazioni e promesse per la loro futura vita coniugale. Al termine gli sposi sono marito e moglie.

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A questo punto, lo sposo allaccia alla sposa un girocollo, mangalasutra, contenente i simboli di Shiva o Vishnu . Poi pone una polvere rossa, Sindoor, nella scriminatura centrale dei capelli della sposa e sulla fronte, tutto a simboleggiare la nuova condizione di donna sposata.

Dopo il matrimonio gli sposi partono per la loro casa, portando con loro in un braciere il fuoco sacro di fronte al quale si sono sposati. Anticamente andava tenuto costantemente vivo.

I festeggiamenti durano di solito cinque giorni e coinvolgono tutti, con cibi succulenti, danze e canti.

Importante non dimenticare il ruolo dei gioielli, che sono preziosità diverse a seconda della classe sociale e rappresentano la dote che la famiglia deve provvedere per la figlia che si sposa, cioè i gioielli per il fidanzamento ed il matrimonio: niente è lasciato al caso , la tradizione è inflessibile.

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Pizzo, mon amour!

Il pizzo (detto anche trina o merletto) è il vero must dell’anno ma, del resto, è mai veramente passato di moda?

Vediamo di conoscerlo un po’ di più. Per identificarlo al meglio possiamo suddividerlo in due macro categorie: quello fatto con l’ago e quello realizzato al tombolo.

Le principali categorie sono:

Chantilly

In seta leggerissimo.

Valenciennes

Di origine francese, è leggero e velato ed è tradizionalmente in lino, sebbene il più usato oggi sia in seta o cotone.

Rebrodè

  Tipo di lavorazione ed indica quel ricamo a rilievo che corre lungo il bordo del pizzo.

Macramè

Molto pesante e consistente, costituito da una serie di nodi e intrecci.

Sangallo

Originario della Svizzera, propriamente di San Gallo, è una lavorazione di tessuto a pizzo traforato realizzato in materiali quali il cotone, il lino oppure il rayon.

A Jour

Ricamo a traforo. Dal francese “a giorno” perché lascia passare la luce attraverso i fori. Questa lavorazione si ottiene togliendo alcuni fili all’ordito del tessuto. Più se ne tolgono più è alto l’A Jour.

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fonte: White Sposa

https://www.pinterest.it/RECeventi/pizzo-mon-amour/

A cura di Giordana de Petris – Wedding Planner

Giordana è il guru dell’allestimento per tutti gli eventi di REC – Rete Eventi & Cultura! Come faremmo senza il suo gusto raffinatissimo?